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Un cielo così cupo non può schiarire senza una tempesta.
Cominciamo con un po' di musica... guardate questo video, è bellissimo...
post pubblicato in Singing muse, il 15 luglio 2011








http://youtu.be/NcEZEWeNTOY
Che io sto bene qui... seduta in riva al fosso...
post pubblicato in Singing muse, il 31 agosto 2010





Ho parcheggiato e camminato non so quanto e non so dove sono, qua
ma so soltanto che si sente un buon profumo, un bel silenzio e l'acqua che va
lontano da me, lontano da noi, lontano dalla giostra che non si ferma mai
e ciò il biglietto sì ma questa corsa la vorrei lasciare fare a voi
solo a voi, la lascio fare a voi.




permalink | inviato da Winston Blu il 31/8/2010 alle 18:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Aaaah i bei tempi andati... (che sono ancora qui)
post pubblicato in Singing muse, il 26 agosto 2010



Questa canzone sarà girata migliaia di volte nel mio walkman. Urlata nelle cuffie.
I tempi in cui si smadonnava quando usciva il nastro dalle cassette e tu capivi il senso della parola "mangiacassette" mentre cercavi di riparare il casino con una bic. E poi rimaneva il segno e lo sentivi come una dilatazione del tempo e della voce quando arrivava al punto incriminato.

Stessa rabbia, oggi come allora. Sono solo cambiate le modalità di passarla agli altri. In parte.
E sono contenta che sia così!



permalink | inviato da Winston Blu il 26/8/2010 alle 21:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Il mondo prima
post pubblicato in Singing muse, il 9 giugno 2010

 

 

 

 

... era bello cadere d'autunno sopra le foglie come le foglie
era bello sentirti cantare giù per le scale
era bello vederti ballare
era bello, era bello
il mondo prima che arrivassi te...




permalink | inviato da Winston Blu il 9/6/2010 alle 8:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
[Singing muse] Esercizio 1
post pubblicato in Singing muse, il 21 settembre 2009

“Tu hai mai pensato…”

La guardò con aria interrogativa, poi l’angolo sinistro della bocca si sollevò leggermente in una smorfia sarcastica.

“Sì. A volte mi capita di pensare. Non alla tua velocità, ogni tanto mi aspetto davvero che ti esca il fumo dalle orecchie.”

L’altra aspirò nervosamente il fumo della sua sigaretta, come se riemergesse da un’apnea. Restò un po’ in silenzio, poi fece cadere la frase come un piatto che si frantuma su un pavimento.

“Hai mai pensato di suicidarti?”

“Mi stai prendendo in giro?”

“Ti sembra che stia ridendo?”

“Che cazzo di discorsi sono?”

Si alzò dal divano e si affacciò per un attimo alla finestra, poi si voltò verso di lei appoggiandosi con la schiena al davanzale interno.

“Ti prego non iniziare con la solita censura sociale del cazzo, per la quale non si possono nominare nemmeno certe idee o parole. Rispondimi e basta, ci hai mai pensato?”

“Certo che no cazzo, ci tengo alla mia pelle.”

Per un attimo la delusione, o forse solo stanchezza più profonda, le oscurò il volto.

Poi sospirò e disse:

Beh, io ultimamente ci penso spesso.”

Lei si agitò nervosamente sulla poltrona rivestita di morbida pelle nera, e agitò la mano davanti al volto come per scacciare una mosca, o un pensiero molto, molto fastidioso.

“Non puoi semplicemente ubriacarti fino a sboccare abbracciata alla tazza come fanno tutti i comuni mortali?”

L’altra si lasciò sfuggire l’eco di una risata. Le si avvicinò e si puntò con le mani sui braccioli, guardandola dritta negli occhi castani.

“E’ diverso. È il desiderio di fermare tutto, di completo abbandono. Quando perdi completamente la presa sulla realtà, sui tuoi progetti, su quello che sei… ti appare come l’unica scelta sensata.”

Lei restò un attimo a guardare gli occhi dell’altra, quegli occhi così uguali ai suoi, quasi fossero riflessi allo specchio.

“Tu vaneggi.”

Con un movimento fluido l’altra tornò alla finestra. Una sera settembrina abbozzava a ovest, tinteggiando il cielo azzurro pallido di nuvole dorate e rosa slavato.

“Mi sento in un vicolo cieco. Catturata fra due muri di cemento armato. Non sono quello che voglio essere, ma continuo a scontrarmi con la realtà che ho provocato diventando quella che sono. Non so come uscirne.”

Abbassò la testa come sotto il peso di una tonnellata di pensieri, ed iniziò a piangere, silenziosamente.

Lei rimase paralizzata dov’era, respirando a malapena.

Sapeva che quel momento sarebbe arrivato prima o poi, che la discesa era inevitabile e non poteva fermarla.

“Come si fa a cambiare?” la domanda rimase sospesa nell’aria, vibrante.




permalink | inviato da Winston Blu il 21/9/2009 alle 19:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
[Singing muse] 5
post pubblicato in Singing muse, il 31 luglio 2009
Puntata precedente

“Queste sono le foto che la scientifica di New York ci ha inviato. So che alcuni di voi avrebbero preferito non vedere i resti del collega ma purtroppo è stato necessario. Osservate attentamente lo sfondo di questa fotografia.”

Continuò Patterson, ingrandendo la foto in modo da far vedere chiaramente la scritta sul muro del vicolo in cui era stata scattata.

“Sembra un comune murales…” disse Mark.

“No… è egiziano… dice…” un uomo con i capelli neri seduto in fondo si interruppe e deglutì vistosamente.

“Dice: Il suo cuore ora è il mio fermacarte. Tremate figli di Paride…” tradusse rapidamente Patterson.

“Che significa?” chiese Emma.

“Paride Benman è il fondatore del C.A.E.D.” spiegò Mark.

“Quindi la sua discendenza è in pericolo?” domandò una giovane recluta.

“Siamo noi la sua discendenza.” Emma squadrò la recluta e poi si rivolse a Patterson.

“Quindi quel demone ci sta minacciando?”

“Non lui. È solo un esecutore. Chi ci minaccia è quest’uomo.”

Sullo schermo apparve il volto di un uomo sui trent’anni, con gli occhi bistrati di nero ed un copricapo che riproduceva la corona dei faraoni.

“Mi lasci indovinare… si spaccia per l’erede di Tutan – Kamon?”

“Magari fosse questo Miss Collins. No, stiamo parlando di un individuo molto pericoloso. L’unica cosa che sappiamo di lui è che si fa chiamare il Flagellatore e che è in grado di evocare demoni di quinto livello. Oltre al fatto che maneggia abilmente l’alta magia nera. La sua è una dichiarazione di guerra. Una guerra in cui non possiamo rischiare di essere sconfitti e soprattutto nella quale non dobbiamo più perdere nessuno. Domani mattina saprete la formazione della prima squadra di attacco ed inizierete a prepararvi. Mister Allister, lei immagino saprà cosa deve fare. Il più in fretta possibile. Mi mandi tutto via fax qui al mio ufficio di Londra. La funzione per Mister Smith si terrà domani pomeriggio. Per ora è tutto. Arrivederci.”
Il video si spense e contemporaneamente si accesero le luci, rivelando che più di una persona aveva pianto per Kyle.

“Bel casino…” commentò Emma uscendo dalla sala.

 To be continued... ®



permalink | inviato da Winston Blu il 31/7/2009 alle 0:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
[Singing Muse] 4
post pubblicato in Singing muse, il 1 luglio 2009
Quando Emma entrò in sala riunioni, qualche ora dopo, erano già tutti seduti al proprio posto, presi a raccontarsi gli esiti delle rispettive missioni. Mark agitò la mano e indicò una sedia vuota accanto a lui.

“Vedo che la chemio non ti ha rovinato i capelli…” la prese in giro, indicando la sua chioma corvina, raccolta in un severo chignon.

“Spiritoso… domani mattina vedremo se polvere e pergamene non hanno rovinato del tutto le tue abilità…”lo rimbrottò lei.

 All’improvviso si abbassarono le luci e sullo schermo gigante di fronte al tavolo apparve un uomo anziano, seduto su una poltrona di pelle dietro ad una scrivania scura.

 “Incredibile… secondo me Patterson ha un armadio pieno di completi in Tweed…” commentò a bassa voce una ragazza, riferita all’abito del superiore.

“Buongiorno a tutti e bentornati! Purtroppo avrete notato che c’è una sedia vuota al vostro tavolo. Sono dolente di comunicarvi che Kyle M. Smith ha perso la vita nella sua ultima missione a New York.”. Annunciò senza preamboli l’uomo.

“Oh no…” mormorò una donna accanto ad Emma. “… in ogni modo… questa non è l’unica notizia pessima che vi devo portare…” continuò.

Aprì il portatile sulla sua scrivania e schiacciò alcuni tasti. Immediatamente la sua immagine si rimpicciolì fino ad occupare l’estremo angolo destro dello schermo, per lasciare spazio all’immagine di una creatura raccapricciante.

“Oddio… ma possibile che debbano essere tutti così brutti? Scommetto che emana anche una puzza letale…” commentò schifata Emma. La donna accanto a lei piangeva silenziosamente. Frugò nella sua borsetta e le porse dei fazzolettini di carta.

“Tieni Claire…” mormorò. “Grazie… non… posso… credere sia… davvero successo…” balbettò.

Emma appoggiò la mano su quella della collega per un attimo, poi riportò l’attenzione sullo schermo, dove continuavano a scorrere immagini del demone alternate a quelle delle sue vittime.

 “Spero che… come non detto…” Mark si coprì la faccia con le mani. Il corpo martoriato del collega era davanti ai loro occhi. Claire non resistette e si precipitò fuori dalla sala, singhiozzando.

“… questa ce la potevano risparmiare…” aggiunse un ragazzo.

“Queste sono le foto che la scientifica di New York ci ha inviato. So che alcuni di voi avrebbero preferito non vedere i resti del collega ma purtroppo è stato necessario. Osservate attentamente lo sfondo di questa fotografia.” Continuò Patterson, ingrandendo la foto in modo da far vedere chiaramente la scritta sul muro del vicolo in cui era stata scattata.



permalink | inviato da Winston Blu il 1/7/2009 alle 21:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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